SAN GIOVANNI ROTONDO -  2010
LO SPERONE NUOVO Online
Anno 9 - Numero 97
Aprile 2010
Mensile  d’informazione locale- -Redazione e Amministrazione presso l'ASSOCIAZIONE CITTA PADRE PIO - Corso Matteotti, 128
Direttore: Giovanni Scarale Direttore Responsabile:
 
Giovanni Scarale e-mail: gennaropalladino@libero.it- redazione@losperonenuovo.it

AVVISO

Lunedì 2 aprile ricorre il 2° anniversario della morte del caro Giovanni Scarale. Il giusto omaggio degli amici, dei colleghi e  di quanti lo hanno conosciuto e stimato, tributatogli  presso la Biblioteca Comunale “M.Lecce” in occasione del Trigesimo e quello del 1° anniversario hanno visto la partecipazione di tanta gente di ogni estrazione sociale.Facendo tesoro di quella positiva esperienza ,siamo spinti   a volerla rinnovare e commemorare  Giovanni  anche quest’anno a due anni dalla sua morte con le stesse modalità .Questa volta,però, non vogliamo circoscrivere questo sentito omaggio ai soli amici e colleghi ,ma sentiamo il bisogno di estenderlo a quanti lo hanno conosciuto e stimato e vogliono ringraziarlo per il suo impegno verso la nostra comunità .Vogliamo  ricordarlo tutti in modo semplice come è stato il suo stile con un Recital dei suoi versi. Cliccando QUI entrerete in un'apposita sezione cui poter attingere e scegliere la poesia  che vorreste recitare e segnalarlo a :info@losperonenuovo.it . Dopodichè, per la registrazione, contattare Radiomontecalvo ( 0882 456570 ) oppure recarsi presso la sede della radio in Corso Umberto I°,24   dalle  19.00 alle ore 20.00 di tutti i giorni  fino al 28 Marzo 2012 tranne il martedì .

 

Giovanni Scarale
GIOVANNI SCARALE

 

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In ricordo di Giovanni Scarale
I maestri sono rari. E ogni volta che ne muore uno, il vuoto è grande e la tristezza è infinita. Come la gratitudine e la speranza

di Gennaro Palladino

Giovanni ScaraleLa mattina di Venerdì Santo 2 aprile il cuore del nostro Direttore Giovanni Scarale all'età di 76 anni, ha cessato di vivere.
La morte di Giovanni priva la cultura garganica e pugliese di un maestro instancabile alla ricerca di notizie locali per il suo Losperonenuovo. E’ morto una persona positiva sempre al servizio dei suoi concittadini Sangiovannesi .Si è spento improvvisamente, lasciando dietro di sè un gran vuoto. Il nostro poeta,pronto a declamare versi per ogni avvenimento che riguardasse San Pio o per ricordare qualche concittadino che ci lasciava. Una vita, volta tutta nel segno della poesia e della ricerca delle nostre radici,con le sue pubblicazioni ha dato onore al giornalismo nostrano. Un uomo cui dobbiamo tributare tutta la nostra ammirazione e la nostra stima. Un uomo degno di essere ricordato.


Voglio ricordarlo con una poesia autobiografica,ispirata alle Favole Antiche pubblicata nel suo libro A mosse a mosse Zinnannà:

Lu pujèta e lu pajèse Il poeta e il paese

A nu pajèse ‘ncore allu Gargane
nu vagliole facèva pujesije
che piacèvene a tanta crestiane.
Allora so’ allarmate li capiante:
“Che putèva accucchià nu farfuncèdde,
nate e pasciute pe lu Gerestèrne
cu na famigghia de fatejature
de campagna? Che putèva capì
une che dope la scola uardava
pàcura e vacche o che lej ava apprèsse
li meteture quanne jèva tèmpe?
Cupèja a qualche vanna
e p0’ ce mètte sotta lu sua nome”.
E lu vagliole ce facèva ‘rosse
e sampe cumpunèva pujesije
che stampava sope a fugghie vulante
e pronte li crestiane 1’ acchiappàvene
e suddusfatte ce li repunnèvene,
e tutte li capiante ce arrajàvene
e jèvene decianne che pujèta
jèfarfallone, na parola brutta.
E lu pujèta jèva fatte a jome
e sampe cumpunèva pujesije
che pure da luntane recercàvene.
Allora li capiante ànne decise
chi’ jèva nu poeta e chia no
e lu nome de cudde che screvèva
appartenèva a n’àute o jèva fàuze.

Quèsta jè na verace fabbulètta
e l’autore jènne lu pujèta
che stampa vulantine pe la voria
che li porta a chi ' tane core pure.
Pecchè la puiesija jè vocia d'angiule
che nen ponne sentì
li 'recchie chiéne de tarra

In un paese al centro del Gargano
un ragazzo faceva poesie
che piacevano a tanti cristiani.
Allora si sono allarmati i sapienti:
“Cosa poteva fare un mocciosetto,
nato e pasciuto per il Giresterno
con una famiglia di lavoratori
di campagna? Che poteva capire
uno che dopo la scuola guardava
pecore e vacche o che legava dietro
ai mietitori covoni d’estate?
Copia da qualche parte
e poi scrive sotto il suo nome”.
E il ragazzo si faceva grande
e sempre componeva poesie
che stampava sopra i fogli volanti
che i cristiani pronti acchiappavano
e soddisfatti se li conservavano,
e tutti i sapienti si arrabbiavano
e andavano dicendo che pujèta
è farfallone, una parola brutta.
E il pujèta si era fatto uomo
e sempre componeva poesie
che pure da lontano ricercavano.
Allora i sapienti hanno deciso
chi era e chi non era un poeta
e il nome di quèllo che scriveva
apparteneva a un altro o era falso.

Questa è una verace favoletta,
l’autore è quel pujèta
che stampa volantini per la bora
che li porta a chi ha il cuore puro.
Perchè la poesia è voce d'angeli
che non possono sentire
le orecchie piene di terra

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