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Il ricordo di Antonio La notizia della morte di Giovanni il 2 u.s. alle ore 11 inaspettata mi ha profondamente addolorato. Il giovedì della settimana precedente era stato a casa di sera. Dopo avergli letto il pezzo per il corrente mese ci in trattenemmo per un'oretta come sempre su particolari vicende del Padre Pio. Ne conosceva tanti. Era una fonte inesauribile. Ne cantò i carismi in vita e dal 23 settembre 1968 in poi. Nella prima ricorrenza del trapasso dello stigmatizzato vi era una certa perplessità a celebrarne l'anniversario come si doveva da parte di confratelli. Pubblicò un numero unico speciale de "LO SPERONE D'ITALIA" con in prima pagina l'articolo UN ANNO DOPO, la poesia TORNA CROCE DI LUCE e l'invito all'Amministrazione Comunale di non aspettare per erigere un monumento al Frate nel centro di San Giovanni Rotondo. E in fondo alla 5^ pagina, SANTA MESSA NELL'ORA DEL TRAPASSO con le poche righe:"Vogliamo che martedì 23 alle ore 2,30 sia celebrata nella cripta o nella Chiesa grande la SANTA MESSA per ricordare la morte del Padre. Lo implorano i gruppi di preghiera." Nelle altre sette pagine ancora Giovanni ed altri articoli dei suoi giovani collaboratori del circolo LO SPERONE di Corso Regina Margherita n°75, tutti relativi al Padre Santo. Brevemente devo ricordare qualche altro fatto inedito o non conosciuto dai numerosi estimatori del caro amico scomparso. Il suo primo lavoro di adolescente: All'Italia. Un quadernetto di poche pagine con copertina verde. Era una lirica dedicata alla Patria. Me ne regalò una copia con dedica di pochi versi che compendiavano i suoi sentimenti per me nel ricordo delle mie supplenze di matematica nella sua 3^ classe della scuola media. Non trovandolo gliene chiesi un'altra copia tempo fa. Ma non lo reperì neppure lui. Giovanni é stato redattore della rivista”Gli Handicappati di Padre Pio” edita dai Centri di riabilitazione motoria istituiti dal Frate. Ha fatto il Presidente del Comitato di gestione della U.S.L. di S.Giovanni Rotondo. Ed in tale veste ha realizzato opere anche nei vicini Comuni di S.Marco in Lamîs e Rignano Garganico dove é stato ricordato nei giorni scorsi. Ultimamente ha pubblicato alcuni articoli preceduti da quello di Padre Michele cappuccino(intitolato L'Albero della CARITA') nel quadernetto PROVVIDENZA PER I POVERI DI PADRE PIO. Voglio concludere , per ragione di spazio, con un ultimo episodio che deve avergli dato dispiacere non per la mancata carica ma per il comportameto sleale nei suoi confronti:Nella seduta del 29 settembre 1981 del Consiglio Comunale non fu eletto sindaco per due voti espressi da franchi tiratori nonostante l'impegno, indispensabili per l'elezione insieme agli altri 14 in suo favore. Nelle sedute successive nonostante precise assicurazioni, rifiutò di prestare ancora una volta il suo nome per sindaco e tanto meno per assessore. Esercitò responsabilmente e nell'interesse della comunità le funzioni di Consigliere. Non per rendere omaggio alla sua memoria o per debito di una affettuosa e fraterna amicizia ma solo per esperienza personale modestamente vissuta a Palazzo San Francesco mi sento di affermare che un sindacato di Giovanni Scarale sarebbe stato sicuramente un raggio di luce per San Giovanni Rotondo. 15 aprile 2010 Antonio Cascavilla
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