1-La consapevolezza del degrado all’attenzione del Sindaco Giovanni Tortorelli
Carissimo direttore, le scrivo per esternare, ancora una volta, tutte le mie, e non solo mie, perplessità nei confronti della nostra Amministrazione. Leggevo qualche giorno fa su un noto quotidiano regionale, un’intervista rilasciata dal nostro Primo Cittadino. Si leggeva in quell’articolo che nei mesi maggio-dicembre 2005, cioè da quando è stato eletto sindaco del nostro comune, lui e tutti i componenti dell’Amministrazione sono stati attenti osservatori di tutti i problemi che affliggono i nostri concittadini. " Così impegnati non ci è stato possibile formulare nessuna priorità di programma per l’inizio di un buon governo". Così si giustificava con il giornalista. Ma ora, sicuramente, grazie all’impegno nell’ascoltare i nostri concittadini, il nostro prossimo futuro sarà più roseo e le cose potrebbero andare meglio. Speriamo!!!Quali saranno le problematiche che i nostri amministratori cercheranno di risolvere per prima? Come massima priorità provo a mettere la macchina burocratica comunale "ancora inceppata", l’assistenza agli anziani, ai disabili, ai meno abbienti, cioè tutto il sociale, la riqualificazione del centro storico che è abbandonato a se stesso, la viabilità (visto che in questo paese i Vigili Urbani sono collocati o per meglio dire prestano servizio solo nella parte ovest del paese che va da Piazza Padre Pio a Piazzale Santa Maria delle Grazie(davanti al Convento) e viale Padre Pio. Mentre tutta la zona est che fa parte integrante del paese e che va da via Foggia e corso Matteotti fino ad oltre il Cimitero, c’è anarchia non solo automobilistica…. E qui mi fermo. Quando si vedrà risolto una volta per tutte, il problema della parte bassa del paese e riuscire a canalizzare le acque piovane? I poveri residenti hanno quasi tutti i reumatismi. Ogniqualvolta che piove si formano laghi, e in questi ultimi mesi più volte.I nostri eroi riusciranno nell’impresa di avere almeno una promessa da parte della Regione Puglia nello spostare finalmente il depuratore? Non dimentichiamo che in campagna elettorale il nostro Presidente regionale Vendola in un comizio aveva detto che San Giovanni Rotondo era e doveva ancora di più diventare per la tutta la Regione Puglia il fiore all’occhiello, e lui in quanto Presidente avrebbe fatto il possibile perché questo si venisse a realizzare. Forse erano solo promesse elettorali? Parliamo delle aree verdi o villette, come le chiamiamo noi. Si possono ancora chiamare così? Visto che non cresce neanche l’erba. Tutti i cittadini sanno qual è la causa di questo nuovo tipo di desertificazione, si chiama escrementi dei nostri amici a quattro zampe!!Vorrei far presente a quelli che non sanno che c’è un’ordinanza comunale che vieta quanto avviene. Ci vorrebbe un vigile che multi il disattento proprietario di cane lasciato libero nei giardini, senza museruola e senza guinzaglio. Potrei dilungarmi ancora, ma…. Quanto degrado abbiamo creato in questo paese!Carissimo direttore, spero che questa mia lettera venga pubblicata come la precedente e che queste mie riflessioni vengano recepite dai diretti interessati, in particolare dal nostro Primo Cittadino. So che non possiede la bacchetta magica come il mago Merlino, ma qualche cosa può farlo. Continuo a sperare???
2-La risposta del Cav. Dott. Campobasso alla proposta E se gli escursionisti divenissero Nettambientisti ? (Lo Sperone Nuovo, Dicembre 2005).Cav. Dott. Vincenzo Campobasso
Caro Direttore, meglio tardi che mai, dando per scontato che il ritardo nella risposta alla mia lettera è dovuto non a tua colpa. Ma al malservizio delle nuove(?) Poste Italiane (giusto per riferirne uno: sai quanti giorni impiega una lettera Prioritaria a raggiungere Caserta da San Giovanni Rotondo? Dai quattro ai cinque! Anche se in questo caso non possiamo dare colpa al locale Ufficio), che, da Ottobre, te l’hanno consegnata solo ai primi di Dicembre, appena appena in tempo per andare in istampa.
Mi dispiace che tu abbia dovuto "tagliuzzare qua e là" il mio scritto, cosa che toglie indubbiamente completezza al mio pensiero, ma mi accontento di quello che hai riportato, che poi è, in effetti, l’essenziale riguardo al tema svolto.
Ora sono io che rispondo alla tua garbata provocazione. Perché noi escursionisti non diventiamo Nettambientisti? (Prendo questo tuo neologismo – di ditio non meno ostica del mio picnicchisti, che non ti è piaciuto – con pari valore provocatorio). E chi ti dice che, nel nostro piccolo, non lo siamo già? Certo, a fronte delle tonnellate di sporcizie disseminate dappertutto, dai punti di rifiuti mai utilizzati e peggio amministrati, al sottobosco, molte volte distante moltissimi chilometri dai detti punti, la nostra è piccolissima opera: è come pagliuzza tra le stoppie o nei pagliai, se non granello di sabbia nel deserto. Come potremmo, noi stessi, pretendere di improvvisarci Nettambientisti, senza disporre di adeguati mezzi e di tempo sufficiente, dal momento che tutti hanno degli impegni di lavoro, perfino io che sono pensionato?
Era da molto che mi frullava in mente un articolo da pubblicare a mezzo stampa: Puliamo il mondo ( era lo slogan usato qualche mese fa dagli ambientalisti, aiutati da tantissimi volenterosi di Comuni di tutt’altra Italia), e noi sul Gargano che facciamo? Non mi è stato possibile dare concretezza al mio pensiero, sia per mancanza del solito tempo tiranno, sia perché ho a lungo sperato di avere preventivamente un incontro, se non con gli altri sindaci e con il Presidente del nostro Parco, almeno con il nostro Primo Cittadino di turno, di cui poter riferire, sia pure in sunto, la risposta alla mia domanda. La mia speranza, ahimè!, è rimasta allo stadio di purissima larva: né il consigliere a cui mi ero affidato prima, né la stessa sorella del Sindaco, a cui mi sono affidato più di recente, per non rischiare di perdere molto del mio limitatissimo tempo disponibile, si sono fatti vivi.Spero che questo mio indirizzo a te sia preso come indirizzo a Lui( cioè, al nostro Sindaco), e che lui stesso possa rispondermi, attraverso queste pagine, sì che anche gli altri cittadini ne siano contemporaneamente informati. Non credo sia necessario aggiungere altro, per fargli capire il mio messaggio: se ha buone orecchie per intendere , intenderà di sicuro.
E ritengo che nemmeno in relazione a noi due io debba fare delle aggiunte: di te son sicuro che hai ben inteso. Ma, caramente salutandoti, vorrei rivolgerti una preghiera: non darmi più il titolo di Professore; da una parte, infatti, non avendo mai insegnato, non mi spetta, non lo gradisco e non lo voglio: dall’altra, ritengo che il titolo si attagli meglio a chi, pur non laureato, se ne fregia, lecitamente, come molti insegnanti, e, illecitamente, come moltissimi giornalisti(inclusi alcuni direttori di testate nazionali!).
3 GIOSCA come acronimo Enzo Liberti
Carissimo GIOSCA (Giudizi Idonei Opponi a Storture Civiltà Attuale). Siamo impegnati nella battaglia che si combatte contro la decadenza che vive oggi la società. Purtroppo i frutti staccati ultimamente dall’albero proibito la rendono più dura e pericolosa che nel passato. Noi fortunati che in possesso del Vero Bene possiamo indicarlo agli altri: ma quanto pochi questi fortunati, che vanno in diminuizione!...La messe è molta, gli operai invece pochi.Gesù raccomanda di pregare per averli.
Grazie per Lo Sperone Nuovo, che ben rivela il tuo spirito. Prego per te. Non vedo la televisione da 15 anni.
4 Tra sogno e realtà Pasquale Vergura
Questo che racconto è avvenuto pochi giorni del viaggio del Papa a San Giovanni Rotondo (23 maggio 1987). Il gruppo ciclistico di cui faccio parte decise di andare a Pietrelcina. Appena arrivati, fummo accolti da un Cappuccino che ci fece visitare i luoghi della Famiglia Forgione. Poi andammo all’albergo, mangiammo e andammo a letto. Venni svegliato dal sole del mattino. Mi misi la tuta per uscire e visitare da solo il paese. Ma il portone era chiuso e dovetti ritornare in camera. Dalla finestra mi misi a guardare le colline del Sannio, i colori dell’agricoltura. Ad un tratto si mise al mio fianco Padre Pio. Gli feci spazio e insieme guardammo la natura. A un certo punto gli chiesi: " Padre, non ho capito perché sei venuto a San Giovanni Rotondo a respirare aria pura. Questa di qui non è da meno". E Padre Pio con voce forte mi rispose:" Ma che ne sai tu perché sono venuto a San Giovanni Rotondo!". Poi con dolcezza aggiunse:"Sì, San Giovanni, i Sangiovannesi… ma qua c’è Pietrelcina, i miei paesani… Piuttosto, perché non venite più spesso a Pietrelcina. Sono tanto contento". Poi se ne andò. Io mi sedetti sul letto e pensai al perché e al significato di questo fatto. Erano le ore 6 e cominciavo a sentire il rumore dei rubinetti. Scendemmo tutti e una persona venne dalla strada ad aprire il portone. Andammo in chiesa per la Messa. All’omelia il celebrante Padre Eusebio disse: "Io sono stato a San Giovanni Rotondo 5 anni per accudire Padre Pio". Al sentire queste parole, mi cadde una tegola in testa. Non so come nacque la staffetta della pace.