Flora nostra

 

ELICRISO [Helichrysum italicum (Roth) Don]

 

      L'Elicriso o Perpetuini d’Italia, appartiene alla vasta e importante famiglia delle Compositae, la stessa delle comuni margherite. Si tratta di un suffrutice aromatico perenne (come la Lavanda e la Salvia, tanto per ricordare i suffrutici più noti) che forma un cespo mediamente alto 25-50 cm con base lignificata e getti terminali erbacei, arcuati e ascendenti. La parte aerea (erbacea) si rinnova ogni anno per lo sviluppo dei nuovi getti basali. Durante l’estate la pianta è in stasi vegetativa o quasi, ma dopo le prime piogge autunnali inizia l’accrescimento dei germogli; si ha una nuova stasi in pieno inverno ed una nuova decisa ripresa vegetativa a fine febbraio-inizio marzo; dai germogli si sviluppano nuovi getti e in marzo-aprile si ha l’allungamento degli internodi e la distensione delle foglie. Queste sono lineari-lanceolate, di colore grigio-verde o grigio-cenerino con bordo ripiegato verso terra: ricordano vagamente nella forma quelle del Rosmarino; la pianta è completamente ricoperta da un tomento biancastro che emana un forte e gradevole aroma. I fiori, di colore giallo chiaro, sono formati da numerosi capolini a loro volta riuniti in numero di 25-35 a formare corimbi densi. Il termine Helichrysum, del resto, deriva dal greco "helios" (sole) e "chrysos" (oro), proprio per il colore giallo lucente dei capolini. Questi compaiono nella tarda primavera e mantengono il loro colore per 25 giorni circa. La fioritura si presenta comunque in modo alquanto scalare, iniziando da giugno-luglio e potendo continuare fino a settembre-ottobre in relazione alla variabilità annuale del clima. Il frutto è un achenio ovale-oblungo con la parte apicale provvista di un pappo di peli semplici che facilita la disseminazione ad opera del vento.

       Perpetuini d’Italia è pianta termofila diffusa nell’Europa Meridionale, nell’Africa Nord-Occidentale ed in Asia Minore. Tipica dell’area della macchia mediterranea, in Italia è presente in tutta la Penisola (verso nord fino alla via Emilia), nelle Isole maggiori e minori; è reperibile facilmente negli ambienti aridi o comunque ben esposti al sole e protetti dal freddo, spesso in luoghi sabbiosi, rocciosi o arenili, talora anche in prossimità della linea di battigia; può costituire la specie principale nelle garighe e nelle macchie degradate, ricoprendo ampie superfici. È possibile trovarla fino ad un’altitudine di circa 600-800 m, in particolare negli incolti, nelle pietraie, sulle scarpate, nei terreni aridi, nell’entroterra costiero. La capacità dell’Elicriso di colonizzare habitat disturbati è ben evidente nella nostra periferia dove alle pendici di Coppa l’Arena, in prossimità delle cave di sabbia abbandonate, situate a ridosso dell’attuale Centro Riabilitazione Non Vedenti Gli Angeli di Padre Pio, ricopre a tratti l’area costituendo un vero e proprio elicriseto! Fra l’altro grazie alle doti del suo apparato radicale può essere impiegata per contribuire al consolidamento dei terreni ed al ripopolamento di aree rocciose e marginali.

      Tuttavia Helichrysum italicum è soprattutto pianta medicinale ed aromatica conosciuta fin dall’antichità, essendo descritta accuratamente per le sue proprietà curative in opere di Teofrasto, Plinio, Dioscoride. Probabilmente destinata a trovare, nel prossimo futuro, ampio spazio nel settore erboristico e in particolare nei comparti cosmetico e farmaceutico, l’Elicriso manifesta specifiche proprietà antinfiammatorie, antiallergiche, antieritematose, antibatteriche, antifungine ed antiossidanti, espettoranti, anticatarrali, stimolanti e protettive epatiche e gastriche. Per questo ha trovato posto in passato nel gruppo delle piante più "tipiche" della tradizione erboristica nazionale ed europea, anche se col tempo il suo uso è stato in parte abbandonato.

       Oggi però, la ricerca scientifica moderna sta riconfermando e rinnovando queste proprietà erboristiche e terapeutiche in particolare. La parte utilizzata della pianta è costituita dai capolini raccolti prima della fioritura completa, da cui si estrae l’olio essenziale. Secondo la tradizione popolare, è preparato in tisane e sciroppi per disturbi respiratori; in oli e pomate per le infiammazioni connettivali e dolori reumatici; come impacchi nei casi di infiammazioni oculari. Per uso cosmetico una manciatina di sommità fiorite infuse nella acqua del bagno giova alle pelli delicate e irritate. L’azione antiossidante, prolungata ed efficace, è da mettere in relazione con l’elevato contenuto in flavonoidi della specie.

     Con le sue varie specie, l’Elicriso ha sempre suscitato venerazione ed è stato investito di mitici significati, essendo legato al culto del Sole e al simbolo di eternità; infatti i capolini, dal caratteristico colore giallo-dorato, si conservano a lungo dando l’illusione che non secchino mai. Per lo stesso motivo i suffrutici sono utilizzati per ricavarne fiori recisi secchi in mazzetti o per composizioni. Si prestano anche ad essere impiegati per la produzione di vasi fioriti, ma anche il solo fogliame, di color grigio-verde, è di valore ornamentale; piante fiorite, o non, possono essere impiegate per costituire aiole e siepi basse in giardini di tipo mediterraneo a bassa manutenzione.

      L’Elicriso, sotto forma di "assoluta", veniva impiegato anche per aromatizzare il tabacco mentre in Sicilia, con le parti vegetative si eseguivano lavori d’intreccio (per esempio piccole scope rustiche).

 

Michele Fiorentino